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PSICO-SOMATICA e
il senso dell’equilibrio delle dinamiche energetiche
Romeo Lucioni
La psico-somatica d’oggi non fa riferimento solamente allo “… studio dei rapporti e delle interazioni tra psiche e soma. Siamo ormai certi che non ci possa essere benessere senza aver raggiunto un equilibrio globale dell’individuo, un fluire armonioso di energie tra la “mente” (intesa come integrazione tra emozioni, affetti, cognizioni, intuizioni), il “soma” (che è l’insieme di tutti gli organi del corpo tra loro strettamente connessi attraverso l’influsso ormonale, immunologico, neuro-umorale, ecc.), lo “spirito” (che è sintesi di saggezza, di senso comune e di verità). Questa visione olistica dell’uomo rappresenta una “entità superiore” di meccanismi funzionali, creativi, evolutivi e, soprattutto, interconnessi per produrre “benessere” , ma anche una “… sensazione profonda di funzionamento armonico e di …. azionare per la vita”. Tutto questo fa riferimento ad unaorganizzazione teleogenetica della mente (ed anche della coscienza) e una tale concezione ontologica determina la fine della “dicotomia cartesiana” proprio perché non ha più senso parlare di mente e di corpo, di res cogitans e di res extensa, dal momento che l’uomo funziona in una dimensione globale o non è se stesso. La psicosomatica approccia l’uomo nella sua totalità, riconoscendo un intreccio di funzionalità psico-neuro-biologiche che trascendono il corpo nel pensiero, nelle dinamiche affettive, nelle valenze trascendenti di quel “essere-in” che è sinonimo di relazione, di integrazione sociale e culturale, di partecipazione e di sussidiarietà, che legano l’uomo con tutti gli altri uomini, con il mondo che li circonda, con l’universo che accoglie il loro spirito di ricerca, di espansione, di rinnovamento, di evoluzione. Il senso profondo della psico-somatica consiste nella compartecipazione ad uno spirito che è sinonimo di “trascendenza”, che è senso di vita e “… irrinunciabile istinto di vita”, capace di vincere ogni conato di “istinto di morte”. Proprio per queste basi, la psico-somatica ha in sé un profondo senso innovativo che è “senso di prevenzione” e capacità di comprendere che “… la vita ha in sé l’energia, la potenza e al volontà di …rimettere in moto le funzioni appagate e/o mutilate, di curare e, soprattutto, di … sanare. Il senso della salute non è solo mancanza di malattia, proprio perché è, soprattutto, senso di “benessere”, di “buon funzionamento” e “volontà di scegliere per la vita, per il benessere psico-affettivo, psico-cognitivo, di funzionamento di organi, di funzionamento totale. La psico-somatica parla di “nuova scienza” che si muove nel campo della “… concezione energetica della funzionalità psichica e somatica”, prospettando così una concezione di “benessere olistico”, che presuppone, quindi, un funzionamento integrato di tutto il corpo che è mente, soma e trascendente. Se la mente è integrazione tetradica di funzioni, se il soma è organizzazione funzionale di un intreccio di strutture organiche, la trascendenza è lo “spirito della vita”, che Freud ha inteso “istinto di vita” e che oggi leggiamo come “volontà nel poter essere”, desiderio di crescita e di evoluzione, sviluppo timologico dell’essere ed anche “… creazione di saggezza” che è “valore del senso comune”. La psico-somatica, nell’ordine di un “nuovo sapere”, è anche “nuova medicina” che permette di affrontare “… l’uomo che ha perso il suo benessere”, l’uomo malato e non l’espressione fenomenologica del “disordine funzionale e organico” che si mostra come “malattia”. In questo ordine di idee, la psico-somatica è prevenzione ed anche “terapia”, ma non terapia di un malanno, di uno squilibrio o di una disfunzione, ma terapia dell’uomo, dell’uomo globale inteso, quindi, come “unità olistica”. La “terapia psico-somatica” non fa riferimento al “superamento dei sintomi o delle disfunzioni”, ma al cercare le cause prime, le cause scatenanti che, se non vengono silenziate, faranno riemergere i sintomi e le malattie in forma sempre più grave ed anche … incurabile. Nella “… dimensione risanatrice” della “medicina psico-somatica”, il problema è quello di portare il soggetto nel piano di un “… funzionamento globale” del sistema psico-neuro-biologico che comprende: - area psicogenetica – attività dell’ordine mentale: emotivo, affettivo, cognitivo e intuitivo-immaginario; area somato-genetica – attività dell’area somatico-funzionale: immunologia, ormonale, dei neuromodulatori e neurotrasmettitori; area dei sistemi vitali – cardio-circolatorio, gastro-intestinale, epatico, renale, polmonare; area relazionale e sociale – attività nell’ordine dello “spirito”, che riguarda l’integrazione e le dinamiche dei rapporti con il Sé e con gli Altri. Le dinamiche dello spirito riguardano quelle valenze che le filosofie orientali indicano come “illuminazione” che è creare la propria realtà e godere di una “auto-contemplazione”. Lo “splendore di Sé” è una conquista che va oltre la “saggezza del vivere positivamente le relazioni” e si compone di una “profonda conoscenza e coscienza di sé” attraverso: elaborare il “senso della saggezza” che è riconoscere che la ragione non è tutto e lo dimostra non sapendo … ridonare salute … creare benessere e sanazione; - essere in grado di percepire quel potere di fare qualcosa che non si è mai fatto prima e di sapere che “… io sono più grande delle mie limitazioni e dei miei errori”; - vivere in sintonia con il “grande fiume della vita”; avere consapevolezza di potersi conservare attivi, vigorosi, pieni di soddisfazione, di poesia e di gioia; - cercare sempre di migliorare le capacità psico-mentali con una mente chiara, riflessiva, atta ad utilizzare tutte le risorse possibili per un ruolo e per la propria età; - essere attivi nel lavoro e nelle esperienze di svago e quelle che arricchiscono cercare relazioni soddisfacenti, positive e ricche di piacere; raggiungere una unità di coscienza vigile ed anche di quella “occulta” che è “coscienza onirica” ed anche la capacità di trascendere le normali categorie del tempo e dello spazio; sviluppare quel “senso di identità intuitiva” propria del bambino che sviluppa, in ogni esperienza, una identificazione della mente posta in un “essere al centro”, essere il “valore dell’assoluto”; organizzare la propria mente come capacità di sintesi, di integrazione di tutte le identificazioni che sono “identità virtuali-globali-assolute” (… che Freud riferisce come “… caleidoscopio di identificazioni dell’Io”), per riunirle dinamicamente ed armonicamente in un Sé poderoso e creativo, che guarda al divenire ed al crescere personale e sociale; non seguire le dinamiche della “logica” e tenere in conto di una “… dottrina che ha la pretesa di possedere la verità, proprio perché è il “logos” la verità stessa essendo di natura esistenziale, mentre la logica è pura elaborazione teorica ed intellettuale. Queste considerazioni attivano una serie di puntualizzazioni, di dubbi e di domande. 1) se la “saggezza” è riconoscere i limiti della “ragione”, significa anche mettere in evidenza l’esistenza di qualcos’altro che va al di là del conoscere della scienza. Questo ci avvicina al “senso della fede” che è accogliere, ammettere ed accettare ciò che non si riesce a cogliere e a verificare con la “semplice ragione”, con il conoscere, con le dinamiche analitico-deduttive. L’ambito della “fede” non deve esaurirsi nel “… credere nella partecipazione attiva di un creatore” proprio perché significa anche: - credere nelle “idee”, negli ideali, nell’assoluto, nel divenire, nell’evoluzione, nelle dinamiche prevalenti del bene comune che si traducono nella … certezza di un miglioramento; fede è anche “credere in se stessi”, nella capacità immaginaria di prevedere un destino, di tracciare un futuro per noi stessi, per i nostri figli e nipoti; credere e aver fede è anche intuire, come dice Eraclito, nella “… trasformazione quotidiana” che è approfondimento vitale attraverso la “… tensione con il contrario”; una tale “visione filosofica” obbedisce a un “codice” che, dalle puntualizzazioni elaborate dalla timologia, è rappresentato dalla “chiralità della mente affettiva”; 2) tutto si inquadra nel “senso di una armonia” che, tornando ad Eraclito, è un “processo”, una trasformazione, un movimento che è “… movimento di vita”; 3) la vita è cambiamento, ma “… solamente il cambiamento è eterno”, come dice Eraclito, prospettando “… una rivoluzione permanente”; 4) il “senso comune” si rappresenta come “figurazione del logos” che non è “logica”, ma “vita” e questa è sempre mescolanza di opposti, bellezza nella individualità proprio perché è “Libertà”. La “profondità” è “movimento verso il contrario”, è scoperta e stimolo alla ricerca di una “verità” che cambia continuamente in rapporto con il livello di profondità acquisito.

Source: http://www.romeolucioni.info/equilibrio.pdf

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